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Ultime schede di sito archeologico

Un preziosissimo mosaico con figure di atleti a San Canzian d'Isonzo
Come spesso accade in archeologia, sono stati dei lavori edilizi a portare alla luce il mosaico più lussuoso d'epoca romana trovato a San Canzian. Ma che sorte ha avuto questo mosaico, di cui rimangono solo delle fotografie e, soprattutto, che edificio ornava?
Il luogo del martirio dei Santi Canziani
Il toponimo Grode o Grodàte, che definisce un'area della cittadina di San Canzian d'Isonzo, ricorderebbe il nome della località ("Ad Aquas Gradatas") in cui furono uccisi i tre martiri Canziani e il loro maestro Proto, in quanto si erano rifiutati di abiurare la fede cristiana.
Un sito di lunga frequentazione sulla costa muggesana
Stramare è un punto della costa naturalmente difeso e dove l'approdo è facile. Molto probabilmente è proprio per questo motivo che il sito è stato frequentato per un periodo di tempo lunghissimo: dalla preistoria fino al medioevo.
 

Ultime schede di reperto archeologico

Si tratta della parte superiore di un cippo funerario iscritto. La prima riga è integra, mentre la seconda è andata perduta quasi completamente, tanto da portare gli studiosi a formulare due ipotesi di lettura.
L'opera scultorea più antica rinvenuta a San Canzian d'Isonzo ?
La statua rappresenta un uomo vestito di tunica e toga. La scultura, che risale alla metà del I sec. a.C., in origine faceva probabilmente parte di un monumento funerario. Successivamente venne reimpiegata come materiale edilizio nella chiesetta di San Proto.
Una lapide per il culto di una divinità di origini orientali
Una stele di pietra non conservata interamente con delle scene molto particolari raffigurate sui due lati maggiori è stata ritrovata nell’area di Elleri. Si tratta in un caso di una scena in cui si vede un toro, a cui viene tagliata la gola con un coltello da una persona che gli sta di fronte e un’altra persona che gli tira indietro la testa. Sull’altro lato si intravede la scena di un banchetto, a cui partecipa una persona con una maschera raffigurante una testa di corvo. Entrambe le scene sono tipiche del culto del Dio Mitra, una divinità di origini orientali diffusa anche in area italica nel primi secoli dopo Cristo.
 

Ultimi itinerari

Visitare San Canzian d'Isonzo permette di cogliere alcuni degli aspetti più importanti del processo di cristianizzazione di quest'area del nord-Italia. Ma San Canzian è anche un sito ricchissimo di testimonianze d'epoca romana.
L'itinerario archeologico nel comune di Monterale Valcellina permette di visitare tre dei numerosi siti messi in luce in questa località della pedemontana pordenonese che si configura come una delle realtà archeologiche più interessanti della Regione, in particolare per il periodo protostorico. Esso è composto dalle uniche tre aree archeologiche restaurate e rese visibili al pubblico nel comune di Montereale Valcellina; le tappe si trovano dislocate in punti diversi del paese e solo il castello è attualmente raggiungibile con qualche difficoltà. L'itinerario si sviluppa in senso cronologico (dal sito più antico, la cui prima fase di occupazione risale al XII secolo a.C., al castello, che fu utilizzato fino al XVI secolo d.C.) e porta il visitatore a conoscere contesti caratterizzati nell'antichità da funzioni differenti: abitativa il primo, sepolcrale il secondo e difensiva il terzo.
 

Ultime collezioni

Visitare San Canzian d'Isonzo permette di cogliere alcuni degli aspetti più importanti del processo di cristianizzazione di quest'area del nord-Italia. Ma San Canzian è anche un sito ricchissimo di testimonianze d'epoca romana.
L'itinerario archeologico nel comune di Monterale Valcellina permette di visitare tre dei numerosi siti messi in luce in questa località della pedemontana pordenonese che si configura come una delle realtà archeologiche più interessanti della Regione, in particolare per il periodo protostorico. Esso è composto dalle uniche tre aree archeologiche restaurate e rese visibili al pubblico nel comune di Montereale Valcellina; le tappe si trovano dislocate in punti diversi del paese e solo il castello è attualmente raggiungibile con qualche difficoltà. L'itinerario si sviluppa in senso cronologico (dal sito più antico, la cui prima fase di occupazione risale al XII secolo a.C., al castello, che fu utilizzato fino al XVI secolo d.C.) e porta il visitatore a conoscere contesti caratterizzati nell'antichità da funzioni differenti: abitativa il primo, sepolcrale il secondo e difensiva il terzo.