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Elenco schede

Un'abitazione con lunga continuità di vita
Gli scavi archeologici condotti presso l'attuale stazione di pompaggio dell'acquedotto hanno portato alla scoperta di una casa con una lunga continuità di vita dal XII secolo a.C. al I secolo d.C.

 
In questa piccola necropoli ad incinerazione della prima età del ferro trovarono sepoltura una trentina di individui. L'area funeraria molto probabilmente era collegata non con il villaggio protostorico principale di Montereale, ma con un abitato che si pensa occupasse le pendici della soprastante collina di Plans.

 
Un borgo medioevale tra le querce
Il colle di Muggia Vecchia, ora sito musealizzato all’aperto, era l’originario abitato di Muggia. Qui trovarono riparo le genti durante le insicure epoche medioevali. Dell’antico borgo rimane intatta solo la chiesa, ma sono ancora visibili le mura cittadine e le fondamenta delle case.

 
Un sito d'altura frequentato per oltre 2000 anni su un colle muggesano
Il sito è stato frequentato per un periodo cronologico molto lungo: dal 1600 a.C. al 400 d.C. circa. Sulla cima dell'altura del Monte Castellier si susseguono sono presenti molti muri di arenaria, a testimonianza degli abitati protostorici e romani che sono sorti in questo sito. Importante è ricordare il rinvenimento della stele dedicata al Dio Mitra.

 
Un molo sommerso nel mare di Muggia
All’interno della baia di San Bartolomeo si riconoscono ancora le tracce di un molo romano realizzato sovrapponendo grossi blocchi di arenaria, sommerso dall’innalzamento del livello marino.

 
Pur non essendo più visibili i resti dell'antica struttura nel sito, l'area archeologica riveste grande interesse in quanto si riferisce al più importante esempio di casa della piena età del ferro scoperta a Montereale Valcellina e a uno dei meglio conservati nell'intero Friuli Venezia Giulia. E' per tale motivo che, si è deciso di presentare una scheda di approfondimento su questo contesto.

 
Un castello medievale a Montereale Valcellina
I resti del "Castrum Montis Regalis" sorgono sulla cima di un colle situato alla destra del Cellina. La posizione strategica permetteva il controllo della valle sottostante, percorsa dalla strada di collegamento dei diversi siti fortificati che sorgevano lungo la pedemontana pordenonese (tra i quali si possono ricordare in particolare quelli di Maniago, Meduno, Toppo e Pinzano).

 
Un preziosissimo mosaico con figure di atleti a San Canzian d'Isonzo
Come spesso accade in archeologia, sono stati dei lavori edilizi a portare alla luce il mosaico più lussuoso d'epoca romana trovato a San Canzian. Ma che sorte ha avuto questo mosaico, di cui rimangono solo delle fotografie e, soprattutto, che edificio ornava?

 
L'aula-memoria di San Proto, il maestro dei Santi Canziani
La chiesetta, identificata come l’aula-memoria di San Proto - il pedagogo dei Santi Canziani -, sorge in una zona occupata da una necropoli in età romana. L’edificio di culto presenta quattro fasi edilizie distinte. Attorno alla chiesetta si sviluppò un’area funeraria.

 
Uno dei pochi esempi di battistero medievale a pianta circolare
La chiesetta, che risale al XVIII secolo, è stata costruita sui resti del battistero medievale dell’antica pieve. Quest’edificio, a pianta circolare, è stato oggetto di scavi archeologici negli anni Sessanta del secolo scorso e di nuove indagini nel 2004.

 
Il luogo del martirio dei Santi Canziani
Il toponimo Grode o Grodàte, che definisce un'area della cittadina di San Canzian d'Isonzo, ricorderebbe il nome della località ("Ad Aquas Gradatas") in cui furono uccisi i tre martiri Canziani e il loro maestro Proto, in quanto si erano rifiutati di abiurare la fede cristiana.

 
Un sito di lunga frequentazione sulla costa muggesana
Stramare è un punto della costa naturalmente difeso e dove l'approdo è facile. Molto probabilmente è proprio per questo motivo che il sito è stato frequentato per un periodo di tempo lunghissimo: dalla preistoria fino al medioevo.